mercoledì 21 maggio 2014

Una settimana

Ogni tanto accadono eventi degni di essere narrati. Ci sono sono poeti e storici che ci hanno raccontano di guerre e carestie, artisti che hanno dipinto i disagi dei popoli. E poi ci sono quelli come me che scrivono riguardo alla propria esperienza via dal territorio italiano. 
Prima di iniziare un altro dei racconti ci tengo a precisare che tutto quello scritto è soltanto a fine “ricreativo”. Non me ne vogliate se faccio delle sparate contro popoli/persone. è tutto frutto della mia immaginazione. Tagliando corto: no hard feelings folks.

Fatta questa introduzione che non fa ridere nessuno, e dopo aver spiegato di non prendervi male se ogni tanto sparo contro qualcuno, vi voglio raccontare alcuni fatti random che sono accaduti. Per renderlo ancora più epico, fingerò che siano successi un giorno dopo l’altro. Cosa tra l’altro vera, o forse no!Non ricordo.


Lunedì 

Finisco il lavoro e il mio collega mi invita a cena. Come tutti gli olandesi vive in una casa bella, ovviamente dotata di topi, e paga 1/5 di quello che paga la gente normale. C’è un racket dietro le case qui che manco le baby escort del Parioli. Fatto sta che sono andato a cena da lui per le 7.30, che per loro è tardissimo, un po’ come se a Milano cenassi alle 10:30. Cibo ok, compagnia ottima, e poi accende la tv alle 8. Ripeto “ alle 8” momento in cui noi in tv abbiamo la fine dell’Eredità (Ciao Carlo, alla fine penso sempre a te. A proposito: ho visto che hanno messo Fabrizio Frizzi a condurre l’eredità. Ciao Carlo, rimarrai sempre il conduttore N.1), e poi Giorgino più storto di me dopo 4 long island o sempre lei, la donna dall’occhio stanco, la nostra Cesara nazionale. 

Giorgino nazionale


Fatto sta che alle 8 di lunedì (o era martedì?) in Olanda iniziava un nuovo programma chiamato “Adame & Eve”. Si tratta di un reality in cui un tipo e una tipa vengono mandati su un’isola, nudi. E per nudi io pensavo mettessero quell’effetto censura blurrato alla “ Striscia la notizia”, con la gente che parla con quella voce stile Darth Vader per non farsi riconoscere, e invece no. Si vede tutto. Tutto e tutta. Alle 8.30 quando noi abbiamo affari tuoi dal 1979 loro hanno delle tipe che corrono con le tette al vento. La tensione sale quando sull’isola viene mandato un altro tipo e iniziano sfide per acaparrarsi la donzella che va in giro saltellando per la spiaggia. Il mio collega commenta con un “we are open”….sì anche fisicamente da quanto vedo. 



Una scena di Adame & Eve




Martedì

Cinema. Andare al cinema qui è la cosa più hipster che una persona possa fare. A parte che il cinema è mega vecchio e sembra quella stanza dove c’è il nano in Twin peaks. Tende di velluto fino al pavimento, lampadari a goccia di cristallo, insomma luoghi mistici. Ieri sera sono andato a vedere Grand Budapest Hotel. Si carino. Però un po’ da: mobbastaperò. Wes sono 90 anni che fai film così. (No hard feelings eh). 

A parte le sale che sono un po’ strane, i cinema in se sono bellissimi. Molto vecchi, ma tenuti appositamente così. E quello che mi ha colpito è che si può bere dentro, ma non la coca cola o la sprite. Si può bere il the e la camomilla.
Immaginatevi ora gli hipster, con teiera e tazzina sbeccata anni ’50 che mentre guardano il film si sorseggiano il the verde. Ieri sera di fianco a me si siede questa coppia, con tazzina e teiera a cui vorrei fare un sentito ringraziamento: “Vi ringrazio ancora perchè non ho capito un cazzo del film visto che l’unico rumore era il tintinnio del cucchiaino contro i bordi della tazzina.” anche qui. No hard feeelings eh!

Sale del cinema. è il pixel a destra




Mercoledì

La mia ex coinquilina X mi dice che un amico di sua sorella si è trasferito e ha lasciato un po' di oggetti a casa sua. Lei ha le chiavi di casa e il permesso di portare via qualsiasi cosa vogliamo. Quindi dopo cena andiamo a casa di Y, ormai disabitata. La prima cosa assurda è che manca la luce, e quindi nel buio totale, usando la torcia dell'iphone, ci muoviamo all'interno dell'appartamento cercando oggetti che ci possano servire. A parte che mi sento un ladro, ma poi non troviamo nulla di interessante. Nella libreria l'unico libro rimasto è la "guida per sesso anale". E siccome per terra c'è pure un vinile di Madonna, X decide di fare una specie di altarino sul camino per chi verrà dopo di noi. In tutto questo ha pure cercato di svitare con un coltello un porta carta igienica....




Altarino per il prossimo inquilino


Giovedì. 

Prima di raccontare il giovedì, premetto che nomi persone e luoghi sono puramente casuali. Le situazioni sono reali. Dico questo perchè se mai nella vita dovessi diventare famoso, il che ha lo stesso tasso di probabilità di riuscita di Berlusconi che se ne va dalla politca, non vorrei essere denunciato.
Vado ad un evento X. Ovviamente nutro grandi aspettative per tutto quello che accadrà e soprattutto per chi potrei incontrare. Fuori ci sono tipo 8 gradi anche se è maggio, diluvia come non ha mai diluviato da quando sono qui, e c’è un vento talmente forte che per fare 5 mt di strada in bici ti si infiammano i quadricipiti. So che all’evento non verrà nessuno. Tempo troppo brutto, troppo freddo, la gente sarà a casa arrotolata nelle coperte con le maniche. Beati loro. Inutile che stia ad aspettare la donna della mia vita, come Ted Mosby (che tra l’altro l’ha trovata a 40 anni, quindi ho ancora come minimo 16 anni di attesa), non arriverà. 
MA, ad un certo punto. si apre la porta. Il tutto avviene rigorosamente in slow motion. 
Vedo un paio di gambe, skinny, dritte, belle. Scendo, e vedo due piedi. NUDI. 
Cioè senza calze e senza scarpe. Piedi ormai viola visto il tempo fuori. 

I piedi

La mia faccia


Sconvolto da sta cosa mi chiedo quale tipa possa mai venire a piedi nudi con sto tempo. Salgo e mi accorgo che è un vecchio mezzo barbone. Capelli rossi lunghi, smasciella manco Morgan durante Xfactor. 

Va beh ma cosa ho fatto di male??







lunedì 19 maggio 2014

Treno per la Germania

Ancora una volta scusate per la mia latitanza. 
Il freddo e il vento di questa settimana hanno impedito la capacità di ragionamento e di conseguenza non sono stato in grado di scrivere. Forse avevo semplicemente le dita congelate e non riuscivo a battere le mani sulla tastiera. 

In tutto questo sono in areoporto e parte questa mega riflessione sugli spostamenti, ma soprattutto la voglia di raccontarvi la mia trasferta in Germania. 
Detto questo vorrei prima salutare i miei 6 followers: I casellanti di Brugherio, Ugo e Pino, la panettiera di Vigevano, Tommasina, la Dipi (lo so che sei l’unica che mi segue con costanza. Grazie), la Cecilia (tra l’altro autrice di uno dei migliori poster del 2014) e infine lo spazzino di Via Ferruccio, Enzo. Grazie per credere in me. 


Miglior poster del 2014


Vorrei solo fare anche una micro parentesi per la sciura seduta di fronte a me. 92 anni, milanesissima, in gita di piacere ad Amsterdam. Mi guarda che scrivo con il Mac e dice: “We ora me lo compro pure io il Mac che voglio vedere la mia nipotina” Mi dice che ieri è uscita da sola ad amsterdam e che non ha beccato nessuno “ Ah ma non mi sono mica perso d’animo eh”

Di fianco a lei tipa di napoli che dice “ Buon PROSIEUGUO, buon PROSIEGUO” Sì ma come parlate.

Detto questo per il week end di pasqua, ho lasciato Amsterdam per andare ad Amburgo a trovare mia sorella. Soprattutto per non passare la pasqua forever alone. Il treno dura tipo 5 ore infinite, con tanto di cambio. 
Siccome sono incapace di dormire in treno ( a meno che non sia in condizione fisiche disperate, tipo interrail aka il viaggio del disfacimento) mi sono portato il computer e ho guardato un film (per l’esattezza Il curioso caso di Benjamin Button. Che film ogni volta). Scaricata la batteria, arrivo ad Osnabruk dove c’è il cambio. 
Ancora prima di salire, faccio una considerazione. La Germania è piena di belle donne, ma anche di mega cesse. Considerando la solita fortuna, come minimo quelle che incontrerò io saranno così


La tedesca che incontro io


La tedesca che incontrano gli altri


Salgo quindi sul treno per la Germania e mi accorgo di aver lasciato l’Olanda dalle quantità di ciabatte presenti sul treno. Ora io non voglio fare il milanese inbruttito ecc, ma possibile che dopo anni di evoluzioni, due guerre, uno stato diviso e poi riunito, compositori del calibro di Beethoven,modelle tipo Heidi Klum e Claudia Schiffer (momento di silenzio. Cioè la perfezione di donna), esiste nel 2014 ancora gente che va in giro con ciabatta e calza bianca? Minchia. 

The crucchis


Va beh mi siedo vicino all’unica tipa carina del vagone. Ovviamente, ripeto ovviamente, scende alla fermata dopo, che è dopo 5 minuti. Classico. Cerco di fare due chiacchiere, più che altro perchè non parlo da 6 ore e chi mi conosce sa cosa significa. Lei di risposta si mette le cuffie e inizia a fare tipo espressioni o equazioni, non so una di quelle porcate matematiche che solo chi ha subito un grave trauma infantile può avere interesse a fare. Socievole. Nel frattempo mi siedo e osservo la gente presente sul treno. Vengo subito colpito da un tipo che sta facendo una calza. Con i ferri. Capello rasato, giubbotto da scannatore o da boscaiolo 5 taglie in più. Ciabatte e calze bianche. Jeans. Felpozzo verde. Ad un certo punto quello che pensavo essere un uomo, parla con il tipo di fianco (il marito) e mi accorgo che ha una voce femminile. Ok è una donna. Femminile. Infatti poi mi accorgo che quelle che pensavo essere pieghe della felpa in realtà erano tette, o meglio ciò che rimane di un paio di tette. Appoggia la calza che sta facendo e inizia a mangiare un mega hamburger tipo burger king. La maionese le cola sul mento. Ho un brivido lungo la schiena. 
Ok passiamo oltre, di fianco a me, dall’altro lato del corridoio, nonna + nipote di 12 anni. Cioè già a 12 anni sei un rutto umano, uno scherzo di cromosomi, poi lei non era manco particolarmente carina. Di certo non di quelle da CBCR. 

Quella seduta vicino a me


Ha un ipod touch e continua a fare foto a caso. Tipo 90 foto del paesaggio, 700 foto del tavolino davanti a lei, 4000 foto delle scarpe. Grazie a Dio quando avevo la sua età l’unica cosa che faceva foto era l’usa e getta della Kodak o quella specie di camera che attaccavi al game boy e che non ti permetteva manco di capire quale pixel eri della foto finale.





Ad un certo punto mi alzo per sistemare la valigia, In punta di piedi cerco di prendere il libro che ho nella tasta. Sento il classico rumore del telefono che fa foto “KCHHHHHHH” e mi giro. La zia, cioè la ragazzina, cioè quella lì, mi ha fotografato il culo. Sgamata in pieno, lei mega imbarazzata, io ancora di più. Ma soprattutto, fare colpo su una 12 enne. Ora mi butto dal treno mi rotolo nella foresta tedesca mi faccio seviziare da dei cannibali e infine chiedo che le mie ceneri vengano disperse in qualche lago.  Fortuna che scende dopo 5 minuti. E tra l’altro in quei 5 minuti le sono venuti già 2 nuovi brufoli. 
Poco dopo giunge il gruppo di crucchi in trasferta per il calcio. Sbronzi alle 10.30 di mattina, bevono boccali di birra di 2 metri. Gridano che manco noi in posta. Poi in quella lingua dolce e piacevole che anche se ti stanno dicendo: “Scusa dovrei scendere” a te sembra che ti vogliano uccidere o che stiano ordinando di massacrati a colpi di macete. In tutto questo mi è salita una mega fame. Viaggio con 50 tulipani che sto portando a mia sorella e la schiscetta comprata in stazione prima di partire. 
Panino con dentro un prosciutto che da quanto è chimico ti puoi specchiare dentro, mayonesse like-no-tomorrow e qualche altra verdura che rutterò fino alla morte. C’ho pure dei bocconcini di parmigiano reggiano mega buoni però. L’ultimo tratto di treno è stato interminabile. Ero talmente annoiato che c’è mancano pochissimo che mi mettessi ad ascoltare la discografia di Fabri Fibra. Fatto sta che dopo poco arrivo ad Amburgo. Ad Amsterdam c’erano 2 gradi, lì circa 80. Conseguente pezzata stile luglio Milano. Sta a vedere che forse le calze coi sandali sono la soluzione…..No eh?




lunedì 28 aprile 2014

King's day

Questo è il mio racconto del famosissimo giorno del re. 
Per chi non sapesse cosa fosse, il giorno del re è una delle feste più importanti dell’Olanda. è il loro capodanno, la giornata in cui si celebra la monarchia, o meglio la giornata in cui si consuma più birra che in una settimana di Oktober festa, e dove ogni atto compreso pisciare dalle barche davanti a 100 persone è considerato normale e permesso. 
Uno si prepara al Kingsday


Tipo che se il king’s day fosse celebrato in Game of Thrones sarebbero tutti morti di cerrosi epatica (commento nerd del solito follower che mette in pausa Word of Warcraft o come cavolo si scrive.)

Jeoffry sei l'unico vero re



STEP BACK

Nei giorni che precedono il giorno del re la città diventa mano a mano sempre più arancione (che tra l’altro per me è il colore più brutto della storia). Un po’ come a Milano pre Pisapia, con la differenza che quando Pisapia diceva “cambia il vento” non succedeva un cazzo, qui se cambia il vento rischi di volare via. E già lo sappiamo. 

Prego Giulià


La gente fa scorta di birre manco andassimo in guerra e inizia a salire quell’ansia tipica da pre capodanno quando ancora non sai se farai il cenone o la bevuta in baita, e soprattutto quell’istinto omicida che ti sale quando la gente ti chiede “che programmi hai per l’ultimo dell’anno?”. Non lo so. Fattene una ragione. Deciderò all’ultimo.  
Fatto che sta che la giornata inizia ufficialmente con la king’s night, ovvero la notte prima. 
Alle 10 esco di casa con il mio zainetto pieno di birre (perchè è risaputo che durante il kingsday i prezzi aumentano a dismisura) e mi dirigo verso le Nove vie, dove sono previste feste all’aperto e bordello. Ovviamente quello non sarà il programma perchè inizierà un peregrinaggio assurdo con gente ovviamente a caso e mio conseguente blackout fino alla mattina dopo. Ok magari non è stato così peso ma un po’ di drama non manca mai. Indi per cui la kings night sarà soltanto nei miei ricordi e non nei vostri. Posso solo elencare una serie di cose viste: tipi che ballano i five in piazza, tipe ovviamente wood pussy totalmente scocciate dal fatto che prima o poi la dovranno dare, delle giostre mega zarre con calci inculo e immancabile odore di frittelle, gente che grida, musica da ogni angolo, io che canto gli 883 gridando in un posto dove fanno fish and chips e una tipa italiana che non sa manco coniugare il verbo essere ma mi dice di essere contemporaneamente serba croata olandese e italiana e io che le rispondo. “Ma quanti genitori c’hai???”


La mattina dopo mi sveglio un po’ in hangover e visto il sole decido di uscire presto. I miei amici mi raggiungeranno solo 2 ore dopo il che significa che ho tempo per esplorare la città in completa solitudine. Alle 11 era già un casino assurdo. strade bloccate, tutti vestiti di arancione (pure io che ho messo na maglietta e le calze con risvolto…perchè uno è hipster pure durante il kingsday). Iniziano a passare le prima barche sui canali, piene di gente con musica a palla. Steet food come se non ci fosse un domani.




Poco dopo incontro i miei amici e attendiamo con ansia la risposta di un’altra persona per sapere se riusciamo ad ottenere un passaggio su una barca. Manco fossimo sul titanic e avessimo bisogno di una scialuppa (tra l’altro ero convinto che scialuppa fosse un termine francese e che non si scrivesse così. Quante cose si imparano). Fatto sta che questo qui ci dice di recarci davanti ad un portone. Veniamo accolti da un ragazzo che ci fa cenno di seguirlo. Passiamo attraverso delle vie strette, portoni, porticine e un cortile stupendo e infine arriviamo in una casa. Sembra di essere in un negozio della Ralph Lauren. Siamo entrati nell’alta borghesia di Amsterdam attraversando due corridoi. Salgo le scale della casa e arrivo in un soggiorno. Teste di cinghiali appesi ai muri, una cucina a vista che manco Cracco c’ha, e un salottino dove mi trovo la Marissa Cooper d’Olanda.

Momento di silenzio per Marissa mio amore del liceo. Ti amo e ti amerò sempre. Per sempre tuo Alberto


Adagiata su un divano, pellicciotto e iphone che ormai è un'estensione della mano, sfoglia instragram come se fossero azioni di borsa. Di fianco a lei un tipo sui 20 anni con cashmirino, pelle più curata di quella di una star hollywoodiana e scarpe che costeranno 400 euro. A parte il fatto che trovarmi in una puntata di OC nel giro di un portone mi ha destabilizza per 10 minuti, poi riprendo conoscenza di dove sono e vedo che loro si stanno organizzando per andare in barca. Cioè la gente è sulle barche mezza nuda e te ci vai con il foulard? è tempo di uscire, uno prende na boccia di Moet Chandon (rigorosamente impacchettata tipo Porto Rotondo 2002), “pettinero” come direbbe il pagante (ciao Anto!Chissà se leggi sto blog). Non veniamo manco invitati ma se anche fosse non sarei andato mai in barca con loro. Proseguiamo per i canali, le barche sono triplicate. Cerchiamo un passaggio tipo autostoppisti. Niente da fare, già non ti parlano, figuriamoci se ti danno un passaggio con conseguente necessità di parlare. Va beh niente da fare, proseguiamo. Arriviamo su un ponte. Ci fermiamo per un secondo a vedere cosa succede e ad un certo punto una tipa viene lanciata su una barca. Ok questa va raccontata bene. Allora prima di tutto sarà stata un’altezza di 2 metri almeno..forse anche 3. La zia si sporge dal ponte stile Rose nel Titanic quando vuole suicidarsi. 
PIGLIATEMI!!!!



Arriva una barca sotto, probabilmente di amici. La prima cosa che fa è lanciare l’iphone. Ripeto; Lanciare. Per la serie, pochi soldi. Ma soprattutto l’importanza di salvare l’iphone prima di te stessa. Dopo di che dei tipi la calano, tenendola stile salame alla festa della porchetta. E lei viene accolta dalla barca sotto. Urla di giubilo. YEEEE. Proseguiamo per un altro ponte con degli amici italiani sopraggiunti. Arriviamo in un punto in cui fanno il karaoke a 3 euro. Aspettiamo che una signora sulla 60ina finisca di cantare "Totally Eclipse of the earth" e in meno di 2 secondi ci troviamo a cantare " Summer Nights" con una folla di olandesi che grida TELL ME MORE TELL ME MORE. Qui vorrei specificare che ho fatto pure il mega acuto di John Travolta "down to the sa-a-a-nd". No perchè le cose o si fanno bene o si lascia stare. 
Ah dimenticavo: la chicca del kignsday è il palloncino con dentro il gas per sballarti in 2 secondi. Ok sono quasi le 8, ho una fame porca e voglio na pizza. Arriviamo in un posto che vende margherite a 9 euro. In un giorno si sono comprati una villa ai Caraibi. Dopo quel senso di eccitamento che precedete la mangiata di pizza, ci ritroviamo nel giro di mezz’ora di nuovo in giro. Il giorno sta per finire, e la gente ormai è talmente sfasciata da non capire manco in che nazione si trova. 
Torno a casa. Dormo per 11 ore (goduria estrema)


Domenica mattina, la città si risveglia piano piano. Sui canali l’acqua è ferma. Piccole onde accarezzano le barche ormeggiate sui lati. Qualche vecchia signora spazza l’uscio di casa dove ancora si trovano le birre della sera prima. Io pedalo godendomi questa calma, dirigendomi per quella che sarà la colazione più cara della mia vita. Va beh, cercavo di finire in modo poetico. Anche se forse dentro di voi state cantando "tell me more tell me more" come alla fine di Summer nightscome alla fine di “Summer nights” io ora devo andare. Ma tranquilli, I’ll be back. 

venerdì 18 aprile 2014

Trasferta

Scusate ancora una volta la mia latitanza, ma sono stato in trasferta a Milano (ecco svelato l'argomento di questo post).

Prima di tutto inizierei con una parentesi sulla mia situazione emotiva. Chiunque abbia mai vissuto all'estero nella sua vita, (o forse pure chi viene dal sud a Milano...che voglio dire, più o meno è la stessa cosa (ecco ora avrò come minimo 400 followers in meno (avete notato che ho aperto 3 parentesi in una??))) sa che per i mesi della sua permanenza in terra straniera dovrà fare i conti con una totale instabilità emotiva. Tipo che una mattina ti svegli e hai la stessa voglia di vivere di Anna dai capelli rossi (sì quella che non c'ha nè una mamma nè un papà...cioè la tipa più sfigata dei cartoni di sempre) ( se volete una dose di presamale vedetevi sto video https://www.youtube.com/watch?v=T_2jzqRqmUw), e un giorno ti svegli invece con la voglia di saltare sul letto e cantare a squarcia gola qualche canzone trash italiana tipo "Ho voglia di dance all night" con conseguente perdita della reputazione da parte dei tuoi coinquilini. (ovviamente con party starter accesso, regalo della vita)

Io ieri mattina mentre ascoltavo gigi d'agostino



Conscio di questa instabilità emotiva, ho prenotato il mio volo per Milano per la settimana del salone. Sia chiaro che amo il fuorisalone e la settimana in se, in assoluto la migliore dell'anno. Periodo in cui posso rivedere tutti i miei amici non milanesi che vengono a  Milano. Va beh se sei un hater del fuorisalone mollami.
Prenoto il mio volo con Alitalia, cosa che mi fa entrare di diritto in quel periodo della vita in cui sono finalmente finite le pezzate con 40 maglioni addosso per non pagare il bagaglio di Rayanair. No, scherzo. è solo che costava 10 euro in più di Easyjet, e quindi mi è sembrata un giusto compromesso.
Fatto sta che viaggiare con volo di linea è tutta un'altra cosa. Prima di tutto la gente. Ricordate il mio primo viaggio? Con il tipo che aveva come suoneria "Talk dirty to me?". Ecco niente di tutto ciò. Tutti in camicia e cravatta, io in compenso sudato marcio visto le 500 stagioni che ci sono in un giorno.
Mentre aspetto l'imbarco ho il primo riscontro che sto realmente tornando a casa.
Di fianco a me coppia sulla 50ina con smartphone. Il tipo chiama la madre, probabilmente 80enne e grida in un modo assurdo. "MAMMMAAAA OH STO BENE MI STO IMBARCANDO....BUTTA LA PASTA". No ok, butta la pasta non l'ha detto. Fatto sta che da quanto gridava non riuscivo manco a leggere un libro, e l'audio della madre era talmente alto che sentivo Carlo Conti alla tv che dicava. "Ghigliottina". (Ciao Carlo, sei sempre nei miei pensieri, e non sai quanto mi manca vederti dalle 18.40 alle 20. Ti dedico un'altra foto va).

Ciao Carlo. L'eredita forever 


Mi imbarco. Volo tranquillo a parte una cinese di fronte a me che si stende modi leone e ho il sedile ad un centimetro dal mento. Va beh mi piace viaggiare bene.
Passano le hostess con lo snack. I taralli. Sto male, sono commosso.
Dopo un'ora e mezza di volo eccola: LA BRIANZA. Quel covo di smog e hogan.

Nicole Kidman

Una brianzola 


Sono assalito da un momento di panico, che aumenta alla vista di viale Forlanini che mi fa tornare in mente le pezzate di luglio per andare al Magnolia e i posteggiatori abusivi. Per un momento ho pensato di alzarmi, gridare di riportarmi ad Amsterdam, che non ero pronto per gente che grida, rischiare la vita ogni volta che vado in bicicletta, eventuali zanzare, la Cesara con un occhio mezzo chiuso che dice le notizie del giorno, gente che va alle serate per essere su posermag e soprattutto gli hater del fuorisalone, che non si sa come ma poi me li trovo sempre tra i coglioni.

Cesara che ti è successo? Non riesco a dormire devo saperlo


Poi il panico è passato e ho capito che invece avevo davanti degli spritz, cibo buono, sole, caldo, fuorisalone e Amici. Forse vedere le cose sempre dal lato positivo è il primo passo per vivere bene (frase della vita. Che poi forse non sono credibile considerando la quantità di cazzate presente in ogni mio blog). Fatto sta che inizia la discesa, atterriamo in orario. Ok essere a caso è figo. Chi l'avrebbe mai detto che avrei iniziato ad apprezzare il nostro essere sbottonati e flessibili? Ma soprattutto il fatto che alle 11.30 puoi entrare nella tua pizzeria preferita e sentire il cameriere che ti dice che chiudono all'1. Pizza fino all'1...va beh il paradiso tipo.
Poi ho una domanda: Ma Carlo Cracco ormai è tipo Presidente dalla Repubblica? cioè ogni angolo c'è una sua foto. Ormai andiamo in sbattimento pure per impiattare un kiwi.

Vorrei spendere due minuti per l'evento Princi di piazza XXV. Visto che ormai sembra che tutto sia design, pure la parrucchiera Teresa che fa i colpi di sole. Voglio dire, fai il panfocaccia cotto e fontina, mi spieghi cosa c'entra col design? Ok non ci sono andato, ma ci sono passato per tornare a casa. Luci proiettate nel cielo tipo il Celebrità, tipe con tacco 18, musica che manco al Papete. Coda per entrare. Va beh il prossimo passo è l'apertura di un autogril che venda il Camogli come nuovo pezzo di Design. (il Camogli...momento di silenzio).

Il giorno dopo mi reco in brera e poi faccio un salto al giardino botanico della pinacoteca. Davanti a me una coppia. Questa la conversazione
Lei a lui: "Amò, ci facciamo una foto nei cespugli?"
Lui a lei: "Si ma poi che hashtag mettiamo?

Brivido lungo la schiena

Lei: " Beh, #Brera, #Design, #instalike, #picoftheday, #plants, #green, #followme




Per i Narcisi di qui


Infine vorrei salutare  su tutte quelle persone che durante la settimana del salone diventano inspiegabilmente creativi e amanti del design.
Fare il provino per The Club non ti rende creativo.

EMY 88 prima di andare al Salone


(ah, mentre scrivo il post sono in bar e in quest'ora c'è stato sole, vento, pioggia, ancora sole, pioggia di rane, sole).

Non so come chiudere il post, blocco tipo tema di 4 elementare...sto cercando una frase poetica...cazzo cosa posso dire. Ok è appena passata una bionda in bici. Vado, tanto anche se la conosco non risponderà.



venerdì 4 aprile 2014

Un Hipster nel Gh$tto

Vorrei iniziare ringraziando Eleonora Grotto per il copyright del titolo. 
Ora dopo i dovuti crediti, vi racconto la mia esperienza nel Gh$tto. 
Allora non è propriamente un ghetto, ma ormai avete capito come racconto le cose. 

Sabato sera dopo una lunga giornata a cazzeggiare in giro con amici, decidiamo di andare a ballare in un locale mega figo. La serata è hip-hop /rnb, un genere che ad Amsterdam sembra non trovare confini. Sono conscio che non sia la mia musica preferita, ma quando si è in compagnia tutto può andare bene. 
La serata inizia con il sottoscritto che prende delle birre al supermercato. Ovviamente vista la barbonaggine in cui si vive quando si è dei fuorisede ho preso le più economiche, senza badare ai cartelli in quella lingua da Star wars che è l’olandese. ( l’olandese è più o meno così: https://www.youtube.com/watch?v=TQIwEZlOzp4). 

Arrivo dagli amici e iniziamo a bere. Apriamo la birra che ha però quel retrogusto dei sacchetti di plastica dell’Esselunga, quella specie di vomito misto a mais. Volete sapere perchè? Era una birra analcolica. Ora vorrei fare una parentesi su questa cosa e chiedere: ma chi beve la birra analcolica nel mondo? Cioè se non puoi bere alcool comprati una Coca. La birra analcolica è come una donna con una tetta sola. Na merda. 
Raggiungiamo il locale e ci mettiamo in coda. La prima cosa che mi colpisce, e che mi fa capire che sto entrando in un gh$tto, è che ci perquisiscono all’ingresso stile Orio al serio (che poi ad orio al serio i controlli sono mega fuffa. Una volta mi hanno inseguito i cani manco fossi un punkabbestia delle colonne e mi hanno lasciato andare). Dopo sta palpata per capire se c’ho dietro il ferro (mi adeguo alla parlata da gh$tto) ci fanno entrare. Già mi ero accorto mentre ero in coda del fatto che eravamo gli unici bianchi presenti, ma quello era niente in confronto a ciò che ho trovato una volta entrato nel locale. Se avessi avuto una pelliccia sarei entrato così: 

www.youtube.com/watch?v=RBkbiSxkHaU 





Ma molto probabilmente sono entrato così. 



Fatto sta che sembrava di essere entrati in un video di 50cent con quelle tipe che sculettano contro i muri. Era come essere nella cantina di Sean Paul quando canta Get busy. Va beh avete capito. Mi sentivo come un obeso quando si mette a dieta, come un hipster quando sbaglia il filtro di instagram, come Samu quando arriva puntuale, come l’Alice Colombo quando lascia Bergamo per un’ora. 







Fatto sta che mi dirigo verso la console. Cerco di sorpassare un branco di tipe con culi che arrivano a metà schiena ed entro nella pista. Locale mega figo, gente presa bene. Persone che ballano con la stessa bravura con cui noi saltiamo le code durante l’imbarco in areoporto. Se solo fossimo in grado di ballare in quel modo. Con un colpo di anca quelle lì hanno causato il terremoto in Asia. Scene di petting estremo che manco nei bagni dei licei di Brugherio. Gente che twerka like no tomorrow. Io continuo a sentirmi un po’ inadeguato.


Io che nel gh$tto assomiglio a tobey maguire


 Non solo perchè non sono in grado di ballare come loro, ma soprattutto perchè non sono manco vestito da Swag del ghetto. Sui lati ci sono delle balconate dove dei niggaz ballano in gruppo e si lanciano sfide da una balconata all’altra. In tutta questa situazione di disagio ad un certo punto nella folla li vedo. Un gruppo di hipster. Ok non sono solo allora. Uno di loro mi vede e capisce che siamo nella stessa situazione ma prima di accettarmi nel gruppo inizia ad attuare l’iniziazione hipster a distanza. 
Prima cosa, a gesti, indica il colletto della sua camicia e mi fa notare che i bottoni sono tutti chiusi. E io gli faccio vedere che anche io sono abbottonato fino al collo. Continua facendo il gesto del “pantalone arrotolato”. I know that feeeling bro, anche io arrotolo i jeans. E poi accade l’irreparabile, la goccia che fa traboccare il vaso. Mi trovo ad un passo dalla meta, ad un soffio dall’essere proclamato hipster da un gruppo di hipster. Mi sentivo come quando sai che stai per limonare ma ancora non è successo niente. Lui alza il braccio (tutto questo accadeva in slowmotion) e me lo mostra: IL TRIANGOLO EQUILATERO tatuato sull’avanbraccio destro. Il simbolo inequivocabile dell’hipsteria. Un po’ come i mangiamorte che c’hanno il teschio e il serpente. 

Un mangiamorte 

Un hipster 



Mi sento nel panico, non ho tatuaggi. Forse non sono un hipster. Mi guardo in giro, cerco aiuto. E poi alzo il mio braccio, pulito. Non ci sono segni, non ci sono tatuaggi. 
Lui mi ripaga con uno sguardo da: “non sei hipster” e il gruppo scompare nell’oscurità. 

Come dopo una sbornia, torno alla lucidità. Mi guardo intorno, i miei amici stanno ballando e inizio a ballare pure io. 
Chi mi conosce sa della mia estrema capacità  di divertimento in qualsiasi situazione. Probabilmente mi divertirei pure in un convento di suore orsoline alla 80esima “Ave maria” della giornata. 
Risultato? La serata è stata mega figa e sicuramente ci ritornerò. Con gli amici ci si diverte ovunque. La prossima volta però mi compro ‘na pelliccia per l’ingresso SWAG. 



Prossima volta così

venerdì 28 marzo 2014

Un po' di figa qua?

Un po’ di figa qua?

Mi scuso per il ritardo e la mia totale latitanza. Ho avuto un blocco creativo. No, non è vero, ma fa figo dirlo. 
Inizierei specificando che per quanto sembri impossibile, il titolo di questo post è ancora una volta una grande citazione culturale. 
Per chi non avesse colto il riferimento vi metto il link del video dei bei tempi di Mai dire GOL


Detto questo penso si chiaro che tratterò della presenza femminile ad Amsterdam. 
Ah l’Olanda, terra famosa in tutto il mondo per i mulini, i tulipani, il formaggio di capra, gli zoccoli di legno… le zoccole….e le bionde. 
Se googli "olandesi"

Ebbene sì in questa nazione abbonda una grandissima presenza di bionde, che ho pure letto essere le donne più ALTE DEL MONDO con un media statale di 1,68 mt, (commento nerd sfigato da Piero Angela wannabe, sempre per tener buono quella fetta di lettori assatanati che non l’han vista manco quando sono nati, e che probabilmente cercavano altri contenuti). Insomma per farla breve qui le “Concette” alte 1,30 mt non esistono. Detto questo chi è stato nella sua vita ad Amsterdam avrà notato la presenza di ragazze esageratamente belle, talmente belle che non sfioriscono con l’età. Probabilmente qui oltre alle Milf esistono le GIlf e pure le BILF (bisnonne I like to fuck). Unico particolare, come dice uno di cui non dirò il nome: “le donne belle o ce le hanno gli altri, o sono nei film”. Mai frase fu più vera. E secondo particolare: non ti risponderanno mai a chiamate e messaggi. 
Unito a questo, probabilmente deve essersi concentrata una sfiga particolare nelle mie prime settimane qui, una di quelle robe tipo allineamento dei pianeti, che capitano ogni morte di Papa. Una di quelle cose che Paolo Fox ha probabilmente annunciato a capodanno, mentre Carlo lampadato Conti fa il trenino “Brigitte bardò bardò” e che ovviamente non ho ascoltato. 

Carlo Conti a caso. Ma quanto è nero?


Per farla breve ho deciso di spingermi pure oltre e creare una nuova legge di Murphy: “Se un amico porta un’amica, sarà cessa”

Per correttezza non faccio nomi. Ogni riferimento a luoghi e persone è puramente casuale. O forse no?

Un venerdì sera. Esco per raggiungere X un amico che conosco da poco. Mi comunica che è fuori a bere una cosa con amici. Lo raggiungo per una birra. Come entro nel locale lo cerco ma non lo vedo perchè è coperto un sacco di juta, che poi ho scoperto essere una tipa. Ah ok scusa. Si scosta, vedo il mio amico e gli altri. Sono 4 ragazzi e 3 ragazze. Una è un rutto cosmico, l’altra non capisco se sia uomo o donna perchè ha più baffi di me, e la terza ha visto la guerra del Vietnam. 

Scusa copri il mio amico

Il programma è quello di bere una birra e poi andare a ballare. Beviamo una birra, poi due, poi tre. Fatto sta che arriviamo al locale che ormai sono le 2 e c’è una coda che manco sulla Milano-Bologna il sabato del 2 agosto. Tipo che a momenti ci distribuiscono le bottigliette d’acqua per non morire di sete. O meglio del the visto che ci sono 8 gradi e vento a 9mila nodi. Ok sfuma la speranza di entrare e finiamo in un locale trash da turisti dove si fuma dentro. Aprono la porta e senti candy shop. Sei tornato nel 2003, non solo per la musica ma per le tipe che sono una riproduzione fedelissima di Snooky. Ok la serata è andata, esco dal locale e passa davanti a me un gruppo di bionde in bici. Chissà da dove vengono e chissà dove vanno. 

Un sabato. Pre serata a casa di Y. Arrivo e siamo in 8, 3 ragazzi e 5 ragazze. Di queste cinque 2 sono crucche. Ora, io dico, la Germania ha sfornato negli anni ragazze tipo Claudia Schiffer, Heidi Klum, e Giselle Bundchen (si lo so è nata in brasile ma da genitori tedeschi). Io chi mi becco? Delle mini merkel. Vestite con pile (ma si scrive così? va beh non ho sbatta di googlarlo) tipo sciatore degli anni 90 beige, jeans e scarpe crucche con ovviamente il must nazionale: la calza bianca. il sabato sera. ad Amsterdam. ad una festa. yeah

Ora, potrei andare avanti ore e avete capito come funziona. Però una sera…

Un sabato. Amici vengono da me a cena. Decidiamo di uscire e andare in un locale. Ci facciamo guidare dalla casualità e finiamo in alcuni locali belli. Si entra gratis, musica alta, gente che balla presa bene. Entro il quel never ending vortice di spinte quando il locale è pieno e come un tronco di pino nella corrente (che poeta), vengo trasportato fino ad un gruppo di 4 bionde. E li in mezzo, LEI. 

Ok non era così figa eh

(ovviamente il tutto accade in Slow motion tipo così https://www.youtube.com/watch?v=51cmnFaLnhY)

Mi guardano, le guardo. Mi guardano e parlano, le guardo. Mi guardano, capiscono che ho capito che parlano, e smettono di guardarmi. Ok allora ci parlo io. Conversazione di 5 minuti in cui nella mente seleziono accuratamente l’unica degna di nota. Cioè le altre sono carine ok ma una molto più delle altre. Parliamo un attimo e ovviamente le amiche invidiose dopo 4 minuti e 35 secondi. “OK ANDIAMO?” La nostra storia d’amore sembra rompersi lì. I nostri occhi si incrociano ancora una volta. Nella folla grida “Hai faceboook?” (no zia scusa vivo nel ’99) “Sì” “Aggiungimi” (ovviamente il nome me lo scrive perchè il cognome è impronuciabile” e scompare inghiottita nella folla. Andata, persa, ma come dice Renato Zero rivisitato “Il contatto facebook ce l’ho, rintracciarti non è un problema”. 
Domenica: la aggiungo su facebook e le scrivo in inbox. Mi accetta martedì e non risponde. le scrivo mercoledì e non risponde. Le scrivo il venerdì e non risponde. Insomma per farla breve sono finito con la classica OCNR aka Olandese che non risponde. La mia vita è fatta di “seen at 7.40”

Ebbe sì ragazzi non c’è un cazzo da fare esiste anche la seconda legge di Murphy. “se è figa, non ti risponderà”


martedì 4 marzo 2014

IKEA

Prima di narrarvi il mio pomeriggio di merda passato all’ikea, premetto che finalmente ho una casa (per ora) ma  non essendo dotata di materasso/letto perchè la coinquilina ha deciso di portarselo via, domenica scorsa mi sono recato all’ikea per evitare di dormire per terra modi cavallo da corsa. 

Ikea e rayanair hanno una cosa in comune: sia gli areoporti che i negozi ikea sono inculatissimi rispetto alla città indi per cui per cui dopo aver cambiato tipo 10 mezzi sono arrivato finalmente all’ikea (che probabilmente era quella di corsico vista al distanza). 
Non so dire dove mi trovassi, ma fatto sta che ho capito di essere lontano dalla città perchè non c’erano più hipster. Esco dalla metro e mi trovo in mezzo a quella che sembra essere la Carugate dell’olanda. Edifici pseudo moderni, cubi di cemento, e tra di loro spicca quel parallelepipedo blu la cui vista mi crea la stessa reazione che ha Amedeus quando guarda la scossa di Giovanna (per capirlo meglio potete vedere la sua faccia al minuto 0:11 in questo video
http://www.youtube.com/watch?v=HrJIgOH13Jc o godervi 15 minuti di movimenti di culo di Giovanna (ma chi fa sti video ha una vita?). Scusate il paragone culturale…forse non tutti lo colgono.

Fatto sta che mi avvicino, e appena superato una palazzone, incappo in una corrente oceanica che mi riduce così.



Io dopo la folata di vento



Entro e sento giù profumo di polpette nonchè un senso di casa. Ho un colpo di fortuna, i materassi sono scontati del 15% se non fosse per il fatto che devo fare l’ikea family in Olandese. Cerco di muovervi dentro un menu in quella lingua da Pingu ma ovviamente non riesco e chiedo aiuto alla commessa che è mega gentile ma ovviamente è l’unica olandese cessa. 
Sono le 2, è domenica, fuori c’è una nebbia che manco a brugherio, sono da solo, non ho un letto, intorno a me solo famiglie perfette bionde e hipster, vecchie annoiate e turchi che mangiano hotdog likenotomorrow. Decido di fermami a pranzo pure io, solite polpette e patatine fritte. Mi metto in coda che è lunga come il cesso delle donne quando vai a sciare, e per botta di culo apre un’altra cassa. Inizia una corsa tra me e una vecchia per accaparrarsi il primo posto, corsa vinta da lei dato che sono incappato in qualche mobile JDIAJHFIA che non mi ha permesso di arrivare. Lei si accorge che ho le polpette e siccome diventano fredde mi chiede di passare avanti. Le dico che non c’è da preoccuparsi e di andare prima lei (like a real italian gentlement) e lei mi guarda con un fare da GILF. 







Ci salutiamo e io mi siedo al tavolo a mangiare da solo come un cane. Inizia la mia corsa nei corridoi, uno dietro l’altro. Mi chiedo se le cucine siano diverse visto che tutti hanno i topi qui e trovo con sorpresa che i cataloghi sono aggiornati rispetto quelli italiani. 

Catalogo Ikea Italia






Catalogo Ikea Olanda





Prendo la classica matita e segno tutto quello che mi serve, ovviamente le cose più economiche tipo casa di un rifugiato cambogiano. Dopo un’ora arrivo finalmente nel magazzino e tiro fuori la lista dove trovare le cose. Non la trovo, la cerco, guardo nelle tasche, guardo per terra: L’ho persa. Tipo 2 ore buttate ad annotare mobili da nomi impronunciabili e ora non so manco cosa devo comprare. Mi giro e la vedo: no, non la lista, ma la vecchia che mi era passata davanti alla coda. “Seems you bought a lot of stuff isn’t it?”. Inziamo a parlare per 10 min. è mega carina, mi racconta della sua vita. è nata in Australia ma vive qui da anni. Mi chiede di dove sono e come dico italiano inizia ad elogiare il nostro paese. Fatto sta che dopo 10 min siamo tipo diventati famigliari, e si congeda dandomi una pacca sulla spalla e augurandomi le cose migliori per il futuro. Che pucci. In tutto questo non ho la lista, quindi vado dai tipi vestiti di giallo e chiedo aiuto. Me ne forniscono una loro, prendo il carrello e mi metto a cercare il materasso. Non c’è: OUT OF STOCK. Quando arriverà? Probabilmente Maggio 2019. Comodo. 
Chiedo dov’è l’altra ikea che ovviamente è tipo in spagna, e siccome qui i negozi chiudono presto, capisco che me ne andrò a casa senza letto e dovrò andare domani nell’altra.

Lunedì. Post lavoro prendo il treno e mi dirigo nella nuova ikea. Non c’è nessuno, è mezza vuota (la gente ha una vita sociale il lunedì) e quindi in fretta trovo tutto, pure delle lenzuola mega hipster edizione limitata per hipster. Pago e magicamente pensavo che il conto fosse sui 100 euro, ma è sui 200. Chiedo spiegazioni e capisco il perchè: qualche stronzo ha messo i cuscini da 40 euro nel cassonetto di quelli da 3 euro. Altro giro per cambiare, altra sbatta. Ok ora ultima fatica: farmi spedire il letto a casa. Vado nell’area servizio clienti. Ovviamente becco l’unico marocchino che non sa l’inglese e iniziamo a comunicare a gesti. 

Ok basta ho finito per oggi. Torno a casa. Sono le 9 di sera, stanco e con la borsa di ikea vado a comprare del pane per la cena. Sono al semaforo (rosso) e non passa nessuno. Da bravo italiano attraverso la strada. Dei carabinieri iniziamo a inseguirmi con i lampeggianti manco fossi un narco trafficante di coca colombiano. Minacciamo di darmi 85 euro di multa. Io faccio la mia faccia da One direction, chiedo scusa, imploro perdono e mi lasciano. 
Finalmente a casa, mi svacco in camera, entra la coinquilina. 
“So how was your day?”
“It was okay. I finally bought a bed!”
“ Ah did you? Cause I just decided to leave mine here”

GIORNATE RILASSANTI

"Grazie per il letto, non dovevi!"